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Come usare le matite acquerellabili: guida completa per principianti

  • 14 apr 2023
  • Tempo di lettura: 6 min

Aggiornamento: 27 feb




In questa guida vediamo come usare le matite acquerellabili passo dopo passo. Sono uno strumento versatile, ideale per chi inizia e vuole avvicinarsi all’acquerello in modo graduale. Vedremo cosa sono, cosa le distingue dall’acquerello tradizionale, come usarle con il bagnato su asciutto e il bagnato su bagnato, quale carta scegliere e infine un tutorial completo da seguire passo passo.





Per questo articolo ho acquistato un nuovo set di matite acquerellabili Winsor & Newton Studio, cercando un buon rapporto qualità-prezzo. Dopo averle testate posso dire che sono una scelta valida per chi inizia.



Pesca disegnata con le matite colorate acquerellabili
Esercizio che eseguiremo insieme con le matite acquerellabili

Come usare le matite acquerellabili passo dopo passo


Ecco di cosa parleremo:


  1. Cosa sono le matite acquerellabili

  2. Cosa le differenzia dall'acquerello

  3. Come si usano (4 modi a confronto)

  4. Quale carta scegliere

  5. Tutorial (clicca qui per andare direttamente all'esercizio)




1. Cosa sono le matite acquerellabili



Cosa sono le matite acquerellabili


Le matite acquerellabili sembrano normali matite colorate, ma bastano poche gocce d’acqua per trasformare il tratto in un colore vibrante e luminoso.


Se siete sempre rimasti affascinati da questi strumenti che permettono di disegnare e dipingere allo stesso tempo, qui vedremo nel dettaglio come usare le matite acquerellabili e scoprirne le potenzialità.

Ma cosa sono esattamente? Sono matite progettate per essere utilizzate con l’acqua: dopo aver tracciato i segni sulla carta, è sufficiente passare un pennello morbido inumidito per attivare il colore.


La mina è solida, simile alle matite a cera che usavamo a scuola, ed è composta da pigmenti e cere idrosolubili.


A contatto con l’acqua queste si sciolgono completamente, liberando il pigmento.

Il colore attivato si comporta in modo molto simile all’acquerello tradizionale, permettendo sfumature morbide e passaggi graduali.




Set di matite acquerellabili da 12 pezzi Caran D'ache Swiss color distribuite su un tavolo
Matite colorate acquerellabili Caran d'Ache Swiss color - 12 pezzi


2. Cosa le differenzia dall'acquerello


La differenza principale tra matite acquerellabili e acquerello tradizionale sta nella modalità di stesura del colore.


Nell’acquerello il pigmento viene applicato sulla carta direttamente con il pennello, già miscelato con acqua. Con le matite acquerellabili, invece, il colore viene prima depositato sul foglio tramite la matita e solo successivamente attivato con l’acqua.


Questo cambia l’approccio: con le matite si ha un controllo iniziale più “da disegno”, mentre l’acquerello richiede fin da subito una gestione dell’acqua e del pennello.




3. Come si usano le matite acquerellabili

(4 modi a confronto)


Per usare al meglio le matite acquerellabili servono pochi strumenti:


  • un kit di matite acquerellabili (io ho utilizzato queste Winsor & Newton Studio)

  • carta da acquerello

  • un barattolo con acqua

  • carta assorbente

  • un pennello morbido o una waterbrush

  • un buon temperamatite


Vediamo ora i principali modi in cui è possibile utilizzarle.


  1. Prima disegnare e poi aggiungere l'acqua (bagnato su bagnato)


È il metodo più intuitivo.

Si stende il colore direttamente sulla carta con la matita e successivamente si attiva il pigmento passando sopra un pennello leggermente inumidito.


Il principio è lo stesso del bagnato su asciutto dell’acquerello: prima si deposita il colore, poi si interviene con l’acqua.


Questo permette di controllare molto bene le zone da sfumare.





È possibile:

  • stratificare il colore per aumentare l’intensità

  • sovrapporre tonalità diverse

  • ottenere sfumature graduali



2. Disegnare su foglio bagnato (bagnato su bagnato)


Un secondo metodo consiste nell’inumidire leggermente la carta e poi applicare la matita direttamente sulla superficie bagnata.

In questo caso il pigmento si scioglie immediatamente a contatto con l’acqua, creando un effetto più morbido e vibrante, molto simile al bagnato su bagnato dell’acquerello tradizionale.

Il risultato è meno controllato ma più spontaneo.






3. Sciogliere il colore direttamente dalla punta della matita


Un’altra possibilità è inumidire il pennello e prelevare il colore direttamente dalla punta della matita, per poi stenderlo sul foglio.


In questo modo si ottiene un colore più intenso e saturo, ideale per dettagli o zone d’ombra.


Dal punto di vista tecnico è molto simile all’utilizzo dell’acquerello in godet: cambia solo il supporto da cui si preleva il pigmento.







4. Usarle a secco, senza acqua


Le matite acquerellabili possono essere utilizzate anche completamente a secco, proprio come normali matite colorate.

In questo caso il colore rimane opaco e il tratto più evidente, permettendo di lavorare su dettagli, texture e piccoli particolari senza intervenire con il pennello.


È una soluzione interessante per:


  • definire contorni

  • aggiungere texture

  • correggere piccole imprecisioni dopo l’asciugatura

  • combinare tratto secco e zone acquerellate nello stesso lavoro


Molti le utilizzano come strumento ibrido: prima attivano il colore con l’acqua, poi una volta asciutto aggiungono nuovamente dettagli a secco per aumentare contrasto e definizione.


Questo approccio permette un controllo maggiore rispetto all’acquerello tradizionale e può essere molto utile per chi è alle prime armi.



Quale carta scegliere?



Con l’acqua la carta tende sempre ad imbarcarsi, quindi per evitare problemi durante il lavoro è consigliabile utilizzare una carta da acquerello 100% cotone, con una grammatura di almeno 300 g/m².

Per questo test ho utilizzato tre tipi diversi di carta della linea Fabriano Artistico:


  • grana satinata 320 g/m²

  • grana fine (o dolce) 320 g/m²

  • grana grossa 640 g/m²


Sono fogli singoli in formato 56×76 cm, che possono essere tagliati in base alle proprie esigenze.


A parità di pressione della matita, la grana influisce molto sul risultato:




tipi di carte con le matite acquerellabili
Da sinistra a destra: carta satinata 320 g; carta grana dolce-fine 320 gr; carta grana grossa 640 gr

  • la grana satinata, più liscia, trattiene meno pigmento e restituisce un colore più chiaro

  • la grana grossa, più ruvida, trattiene più pigmento e rende il colore più intenso

  • la grana fine rappresenta un buon compromesso tra le due


La scelta finale dipende dall’effetto che si desidera ottenere e dal tipo di risultato che si cerca.




Il tutorial


Mettiamo ora in pratica tutto ciò che abbiamo visto.

L’immagine di riferimento può essere scaricata iscrivendosi alla newsletter.

Per questo esercizio ho scelto una carta a grana fine da 320 g/m² e ho tagliato un quadrato di 25×25 cm.

Seguite i passaggi da sinistra a destra nelle immagini.




1. Inizio tracciando i contorni del soggetto con la tonalità più chiara che utilizzerò in tutto il dipinto: il giallo chiaro (Yellow).

2. Coloro l’interno del frutto sempre con il giallo chiaro e intensifico leggermente verso il centro con un giallo più scuro (Sunflower).

3. Definisco i dettagli del contorno e la zona intorno al seme con il rosso più scuro disponibile (Carmine).





4. Aggiungo profondità con una matita viola (Blue Royale, dalla confezione Winsor & Newton).

5. Utilizzo il marrone (Burnt Sienna) per le parti più scure e in ombra: nel nocciolo e nella parte superiore del frutto.

6. Riprendo il rosso (Carmine) per rafforzare il contorno sul lato sinistro e aggiungere piccoli tocchi più decisi nel seme, così da renderne l’aspetto più ruvido e materico.







7. Aggiungo qualche tocco di nero (Black) nella parte del nocciolo in ombra, sulla destra, e nel contorno più scuro, sovrapponendolo al Blue Royale applicato in precedenza per aumentare profondità e contrasto.

8. A questo punto scelgo un pennellino piccolo per lavorare con maggiore precisione e poca acqua. Per l’esercizio utilizzo un Borciani e Bonazzi 107/S Masterpiece n. 2. Inizio dal contorno sinistro, così da avere subito il controllo delle zone più definite.

9. Passo il pennello su tutta la superficie con attenzione, procedendo dalle zone più chiare verso quelle più scure e rispettando le tonalità precedentemente applicate, per evitare che si mischino in modo indesiderato.


A questo punto lascio asciugare completamente.




10–11. Una volta completamente asciutto, ripetiamo i passaggi con le matite per intensificare il colore.


Riprendo giallo, rosso, marrone e nero per accentuare le zone d’ombra ed enfatizzare i volumi.


Lavorare su superficie asciutta permette di stratificare il pigmento con maggiore controllo e di costruire profondità senza perdere luminosità.



Una pesca realizzata con le matite acquerellabili
Dettagli rifiniti con un pennellino

12. Riprendiamo il pennellino e, con poca acqua, distribuiamo il pigmento a piccoli tocchi per fonderlo con il colore applicato in precedenza. È importante non eccedere con l’acqua: lavorando con delicatezza si mantengono vivide le tonalità e si evita di mescolare eccessivamente i colori.


A questo punto il risultato è già equilibrato, quindi passo allo sfondo.




13.Scelgo un colore non troppo scuro (Caramel), ma potete optare per la tonalità che preferite. Applico la matita con una pressione leggera attorno al soggetto, senza calcare troppo per non rovinare la carta.

14. Per attivare lo sfondo utilizzo un pennello più grande, adatto a superfici estese (in questo caso un Princeton serie Neptune n. 12). Inumidisco il pennello e lo passo uniformemente sullo sfondo, facendo attenzione a non invadere il soggetto. Lascio asciugare completamente.


una pesca eseguita con le matite acquerellabili
Il risultato del nostro esercizio


Se desiderate colori più intensi e ombre più profonde, potete ripetere il procedimento alternando matita e pennello umido.


Attenzione però: le matite acquerellabili, essendo più dure rispetto al pennello, possono rovinare la carta più rapidamente, anche se di buona qualità. Meglio lavorare con stratificazioni leggere e progressive.



In conclusione


Le matite acquerellabili sono uno strumento interessante per costruire il colore in modo graduale e controllato. Possono essere un ottimo punto di partenza per chi si avvicina all’acquerello o un mezzo espressivo autonomo da integrare nella propria pratica.


Sperimentate con calma, osservate come reagisce la carta all’acqua e alternate tratto a secco e attivazione con il pennello: è da questo equilibrio che nasce il controllo.





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